Limoni e opportunità

Limoni interi e affettati
Cristina Anne Costello (https://unsplash.com/it/@lightupphotos)

Trovo stucchevole e controproducente l’uso che talvolta si fa dell’espressione «opportunità» quando c’è un cambiamento sgradito. O meglio: non ne contesto l’uso in quanto tale, che anzi va benissimo, ma il fatto che venga usata senza riconoscere serenamente, ed esplicitamente, il cambiamento sgradito in sé.

Mi spiego. Diciamo che si verifica un evento seccante sul lavoro: un cambiamento organizzativo, una persona che va via, un’attività inutile ma obbligatoria che ti incasina i piani, eccetera. Un cambiamento ineluttabile che per te è una sòla: ti crea una serie di problemi e lo eviteresti volentieri, ma non puoi.

Ecco, credo che in questi casi la cosa da fare, per chi ti comunica l’evento, sia dirti in modo chiaro: «Mi spiace, questa cosa è una merda. Lo sai tu e lo so io che è una merda. Parliamo per un po’ del perché è una merda, sfogati, sfoghiamoci. Poi, siccome il nostro lavoro è anche tirare fuori il meglio da quello che non possiamo cambiare, vediamo se ci riesce di trasformare questa merda in concime».

Invece spesso si sottovaluta il primo pezzo, quello del riconoscimento. Lo si minimizza, a torto, oppure addirittura lo si nega: si prova a vendere al destinatario solo l’«opportunità» che deriva dal cambiamento, il concime senza la puzza.

Ma io non posso e non voglio vedere l’opportunità se prima non riconosco (e non mi viene riconosciuto), in tutta franchezza, il disagio; altrimenti mi sento preso in giro.

Il mondo americano usa spesso l’espressione: «When life gives you lemons, make lemonade». Che è come dire: se capita una cosa che non volevi (i limoni), cavane fuori il meglio possibile (la limonata). Ma la vita i limoni te li ha dati, quando tu invece volevi la pizza.

Ogni soluzione nasce dall’accettazione serena e frontale di un problema: il modo giusto per affrontare le sòle non è negarle, ma riconoscerle prima e cavarne il meglio dopo. Perché spesso si può davvero fare qualcosa; l’opportunità c’è — e magari alla lunga viene anche fuori che il nuovo scenario è meglio del precedente: ragione in più per guardare le cose in faccia come si deve.