Capi e case

Una pagina del manuale istruzioni dell'ikea. La persona che deve montare il mobile guarda le istruzioni perplessa e accanto appare un punto di domanda
© IKEA

Man mano che imparo a fare meglio il mio mestiere mi succede sempre più spesso di fare questo paragone: la leadership degli altri è come la casa degli altri — anche se è bella, non ci vivresti.

Per quanto ti piacciano, per quanti spunti possano darti, per quanto sembrino perfette, le case altrui non ti appartengono. Non sono come le organizzeresti tu, non sono come organizzeresti la tua.

Fare il capo è la stessa cosa: puoi e devi copiare a piene mani dai modelli che ti ispirano. Puoi anche pensare che quei modelli siano ottimi, che funzionino benissimo, ammirarli. Ma quando devi fare tu finisce che fai diversamente, spesso anche molto, e a buon diritto.

È una logica che vale per ogni cosa, non solo per salotti e management: ognuno a modo suo. Ma con la leadership mi sembra più evidente perché non ha a che fare con un processo di lavoro o con un progetto specifico, ma con un approccio continuo e pervasivo. Come abitare un posto, di fatto.