Per qualche ragione che intuisco ma non metto a fuoco bene, sono genuinamente contento e affascinato quando le persone mi dicono cos’hanno in calendario mentre cerchiamo di fissare un appuntamento.
Consultiamo le rispettive agende alla ricerca di una data per uscire a cena; io propongo martedì 19 e l’altra persona risponde: «Quel giorno non posso, ho la festa di compleanno di mia nipote». A volte aggiunge anche dettagli e particolari sulla festa in questione.
Mi capita sorprendentemente spesso, non solo con gli amici intimi e anche sul lavoro. Credo che, a seconda dei casi, le persone lo facciano per condividere, per giustificarsi o mostrare che non mi stanno rimbalzando apposta, o magari solo perché stanno riflettendo ad alta voce.
Quali che siano le ragioni accolgo con strana gioia queste informazioni irrilevanti e che dimenticherò tra un istante — anche perché di solito non so neanche chi sia, quella nipote.
Non sono ironico: mi fa davvero piacere e sono certo che non abbia nulla a che fare con gossip o voyeurismo. Mi sembra solo un autorizzato, delicato e breve intrufolarsi in un pezzetto della vita altrui.